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Alessandro Rimassa: “Digitalizzare e umanizzare, l’unico modo per creare valore per le persone e per le imprese”

“Il futuro del lavoro è sempre più digitale e sempre più umano. Abbiamo bisogno di digitalizzare per individuare le competenze migliori delle persone, valorizzarle e permettere loro di lavorare al meglio.”

Ce lo spiega Alessandro Rimassa, imprenditore esperto di future of work e di digital transformation, nonché investitore di AWMS e fondatore di Talent Garden Innovation School e di Changers, una community dedicata alla crescita e trasformazione professionale.

Abbiamo avuto la bella occasione di discutere insieme ad Alessandro sul futuro del lavoro e sulla trasformazione delle aziende, ambiti in cui è da sempre impegnato e sui quali ha anche pubblicato diversi libri, tra cui Company Culture e il best seller Generazione Mille Euro, tradotto in sette lingue e diventato un film.

Convinto che il momento di cambiare le nostre aziende sia adesso, Rimassa ci ha spiegato l’importanza di puntare sulle persone e di mettere la figura dell’HR al centro della trasformazione. Temi fondamentali che l’hanno spinto, nel 2021, a fondare RADICAL HR Club, piattaforma di formazione continua che aiuta chi si occupa di risorse umane a diventare protagonista del cambiamento in azienda.

Nella nostra chiacchierata, ci siamo in particolare concentrati sul ruolo del digitale nel futuro del lavoro, soprattutto nella fabbrica, per capire insieme a un esperto di future of work che cosa aspettarci nei prossimi anni:

“Da questo punto di vista, la trasformazione digitale del lavoro in fabbrica è centrale, perché dobbiamo far sì che i processi siano ottimizzati, e in questo senso il digitale ci aiuta. Oltre a questo, è fondamentale che le competenze le capacità e le caratteristiche delle persone vengano valorizzate. E ancora una volta, il digitale ci aiuta.”

Infatti, un concetto sottolineato più volte dall’imprenditore, è proprio quello di mettere le persone al centro, che, dal suo punto di vista, significa smettere di pensare che azienda e dipendenti siano cose differenti e iniziare a pensare che le persone nel loro insieme costituiscono l’azienda e il successo dell’impresa.

“Mettere le persone al centro significa comprendere le persone e dare a queste la possibilità di esprimersi al meglio. Io credo in un’equazione fondamentale che sta al centro del mondo del lavoro: “produttività uguale felicità”. Più le persone sono produttive più saranno felici, più le persone saranno felici, più saranno produttive.”

Rimassa ci spiega che abbiamo bisogno di ascoltare i bisogni delle persone e comprendere le esigenze delle aziende, e poi, mettere le due cose insieme. Quindi le persone, nel contribuire al proprio successo, contribuiranno anche al successo dell’impresa. Questo significa allineare gli interessi delle due parti e fare in modo che le capacità, le competenze e le caratteristiche delle persone contribuiscano al successo dell’impresa.

Infatti: “All’interno dei posti di lavoro e in particolare all’interno delle fabbriche, valorizzare le persone è l’unica possibilità che abbiamo per costruire valore

Questo vale in modo specialmente per un Paese come l’Italia, in cui il Made in Italy, e quindi il valore aggiunto, è centrale nello sviluppo delle nostre imprese: “Occuparci delle persone all’interno delle fabbriche significa dare opportunità di crescita alle persone e attraverso la crescita delle persone, possibilità di crescita alle aziende. In questo modo riusciamo a costruire valore.”

E il digitale, ci spiega Rimassa, in questo gioca un ruolo fondamentale: 

“Digitalizzazione è umanizzazione. Umanizzazione e digitalizzazione insieme sono creazione di valore. Creazione di valore tanto per le persone quanto per l’impresa.” 

Il digitale risolve i problemi delle imprese e al tempo stesso è in grado di valorizzare le persone, mettendole al centro dei processi aziendali: 

“Questa è la motivazione che mi ha spinto ad investire in AWMS: un problema complesso con una soluzione semplice. Questo è il digitale, questo è il software, questa è la trasformazione di cui abbiamo bisogno.”