Giovanni Pacini, Global Manufacturing Excellence and Digital Operations Transformation Director presso Danone, racconta in un’intervista a Forbes Italia i processi di digitalizzazione in azienda e la scelta di trasformare il modo in cui vengono gestiti gli addetti all’interno delle fabbriche.
Arrivato in azienda nel 2022, Pacini ha guidato iniziative di miglioramento nell’impronta globale di 200 stabilimenti, combinando il miglioramento continuo “tradizionale” (lean-sigma-tpm) e le soluzioni digitali “innovative” per ottenere un impatto su scala.
Da anni, Danone ha deciso di intraprendere un percorso di trasformazione digitale su scala globale per migliorare la produttività e la flessibilità, la sostenibilità e l’engagement delle persone all’interno delle fabbriche. La trasformazione digitale in atto ha cambiato anche il modo in cui le fabbriche vengono gestite e il workforce management è diventato un aspetto cruciale in questo processo di trasformazione. Per questo motivo l’azienda ha deciso di adottare AWMS, la piattaforma di gestione della forza lavoro che consente all’azienda di ottimizzare la presenza delle persone sulle linee di produzione, dando loro attività che sono in linea con le loro competenze e rispettando vincoli ergonomici o di legge.
Il software permette di avere un maggior engagement delle persone, gestire la polivalenza delle competenze degli addetti e migliorare la produttività e la gestione dei temporary workers. “Ad oggi, Danone si sente pronta a un passaggio verso l’outsourcing della pianificazione delle risorse e dei temporary workers“, afferma Pacini.
“L’industria segue circa 15 anni in ritardo quello che viviamo come consumatori, quindi nella fabbrica del futuro ci sarà un’abilitazione più forte delle attività tramite tool digitali e mobile, wearable devices che aumentano le capacità cognitive e fisiche delle persone e un tema di maggior connessione tra le persone, anche all’interno fabbriche”, continua Pacini.