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Top 1000 imprese 2021: per la ripresa si punta su capitale umano e digitalizzazione

Abbiamo partecipato al tour di ItalyPost, per premiare le 1000 imprese best performer delle provincie simbolo del tessuto industriale del nord-est: Monza – Brianza, Bergamo, Bologna, Modena, Treviso e Vicenza.

Sei eventi che, oltre a rappresentare un riconoscimento alle imprese che danno forza a questo incredibile territorio, sono stati terreno di confronto tra imprenditori, giornalisti e figure istituzionali per rispondere alle sfide sempre nuove che le imprese devono affrontare.

Tra questi anche Elia Turatti, Business Development Manager di AWMS, che ha portato l’expertise, sviluppata insieme alle aziende manifatturiere, sul fronte del workforce management: una soluzione che un numero crescente di imprese sta adottando per affrontare le sfide attuali. Trend confermato anche dalle testimonianze di diversi imprenditori delle top 1000 aziende delle provincie, che non hanno mancato di sottolineare l’importanza di investire su capitale umano e digitalizzazione per uscire da questo periodo di incertezze.

Di seguito le principali testimonianze emerse durante gli incontri con i CEO delle top 1000 di alcune delle provincie, e gli aspetti da tenere in considerazione per una ripresa nel 2022.

Credits: ItalyPost

Vicenza tra crescita e resilienza: digitalizzare per restare attivi sul mercato

L’incontro delle 1000 best performer di Vicenza si è posto la sfida di indagare le chiavi della crescita e della resilienza: cosa ci si aspetta dal futuro, dentro e fuori l’impresa?

Fabio Vivian, AD di Fami e presidente di Federmanger Vicenza, ha sostenuto che ci troviamo in un periodo storico pieno di discontinuità ed incertezza: “Nel 2021 abbiamo visto un forte slancio, ma questa forte ripresa ha accentuato alcune problematiche, come l’aumento dei costi delle materie prime e la difficoltà nell’approvvigionamento”.

Dialogando con le aziende, infatti, è emerso che la ripresa sta avvenendo, ma ci sono ancora molte sfide, in particolare la digitalizzazione, il ricambio generazionale, l’aumento del costo delle materie prime, la difficoltà di approvvigionamento e il calo demografico. Ma non tutti si sono lasciati abbattere.

Le Officine di Cartigliano, ad esempio, hanno lanciato un progetto per sostenere le famiglie della comunità e formare la forza lavoro del futuro, allo scopo di rendere più attrattivo il territorio e creare valore per le aziende, ha raccontato l’amministratrice delegata Laura Bertacco.

Loison punta invece sulla digitalizzazione della produzione dei suoi panettoni: “semplificare il lavoro e digitalizzare può essere una soluzione per restare attivi nel mercato del futuro” dice l’amministratore delegato Dario Loison.

A Bergamo si punta su capitale umano e innovazione

Nell’incontro di Bergamo sono emerse diverse soluzioni per gestire la complessità che caratterizza questo periodo. Tra queste, quella di Giorgio Ferraris che ha dichiarato che per Fine Foods, sono state le risorse umane ad essere fondamentali: “è importante incentivare il dialogo e valorizzare l’intelligenza emotiva”. Ricetta che ha saputo dare buoni risultati anche in piena pandemia, e grazie alla quale Fine Foods ha potuto a chiudere con un +8% in un anno difficile come il 2020 e di ricevere oltre 9 mila candidature lavorative.

Invece per Brembo, rinomata azienda produttrice di impianti frenanti a disco, sarà fondamentale spingere sull’innovazione: “Pensare nei confini del freno è limitativo: un domani il nostro prodotto potrà fare molto di più”, dice il neopresidente della società. Tra elettrico, idrogeno e biofuel, c’è un’enorme disponibilità di investimenti, quasi pericolosa. “Bisogna accelerare, per frenare” per capire il futuro si deve investire, e questo ha portato al freno intelligente, totalmente elettrico e all’Innovation Lab in Silicon Valley.

Una sorta di rodaggio da replicare poi sul versante orientale: “Shangai, soprattutto, è un territorio ricchissimo. Se l’Europa rappresenta il passato e l’America il presente, senza dubbio la Cina rappresenta il futuro: dopotutto, i prossimi competitor di Tesla arrivano proprio da lì”.

Credits: ItalyPost

A Treviso tra vino, corporate social responsibility e stampa 3d

Dall’appuntamento di Treviso riportiamo tre spunti, su tre diverse tematiche. La prima legata al vino, settore fondamentale per la zona culla del Prosecco, con la testimonianza di Astoria Wines, che dichiara che continuerà a difendere il valore dei prodotti territoriali, aumentando le visite aziendali e integrando la logistica, allo scopo di abbassare di oltre il 40% il tempo di consegna.

La seconda tematica riguarda l’importanza della Corporate Social Responsibility (CSR), con la testimonianza di Antonella Candiotto, presidentessa di Galdi, che sottolinea la necessità di dare alle comunità per rendere attrattivi i territori. Un buon esempio è il nuovo polo innovativo Galdi Village, simbolo di intelligenza emotiva e di impegno verso l’occupazione femminile nei settori STEM. “Ogni imprenditore può fare qualcosa. Bisogna far capire che queste materie non sono inarrivabili alle ragazze e aiutarle ad oltrepassare questi preconcetti”.

Infine, la terza tematica riguarda l’innovazione e in particolare la stampa 3d, con la testimonianza di SolidWorld, fabbrica digitale che ha saputo crescere su più livelli passando dall’industria alla sanità, stampando in 3d gli organi interni dei pazienti, e ora anche reshoring. Con il recente aumento del costo delle materie prime ha iniziato a stampare in 3d lotti di produzione destinati ad altre aziende. “C’è utilizzo di materiale, ma molto meno rispetto che la solita supply chain” ha spiegato il Roberto Rizzo. E in effetti, un conto è ordinare dei pezzi all’estero, uno è produrli in casa.

La doppia transizione di Modena: digitale ed ecologica

A Modena il tema caldo è il nuovo “ostacolo” della transizione energetica, con costi che continuano a salire e nuove normative europee da rispettare e che, insieme alla crisi da Covid e la ripresa economica, sta mettendo a dura prova le aziende.

“Investire nella transizione digitale vuol dire investire in competitività e resilienza” spiega Stefano Bossi, ma proprio durante la pandemia, periodo in cui si è compresa l’importanza nel fare un passo avanti verso la digitalizzazione, è aumentato il digital gap tra grandi e piccole aziende. È sempre più difficile per le Pmi stare al passo, “Il Pnrr ha messo a disposizione oltre 6 milioni per la digitalizzazione, ed è l’unica speranza per colmare questa distanza”.

Anche Vis Hydraulics ha sofferto la crisi dell’anno di “follia ed euforia”, come definisce il presidente Venturelli il 2020, la domanda del mercato sta vivendo un dinamismo importante, con tutte le conseguenze che comporta. Ma senza impedire di chiudere con un più 50%. Come? Puntando sul fattore umano: “Per noi è fondamentale valorizzare questo aspetto”.

Infine, sul tema energia, c’è stata la testimonianza di uno dei principali settori modenesi, la ceramica, ancora legato all’energia di tipo fossile. Come verrà affrontata la transizione ecologica? “L’asticella posta dall’Unione Europea per le piccole imprese della ceramica forse è troppo alta” spiega Tarozzi. “Stiamo cercando delle soluzioni al metano, la più vicina sembra l’idrogeno, ma ci vorranno tempo ed investimenti importanti. È un obiettivo molto sfidante”.

Fonte: ItalyPost